Via all'Internazionalizzazione delle università. Francesco Profumo

Via all'Internazionalizzazione delle università. Francesco Profumo

I ragazzi che in tutto il mondo decidono di proseguire gli studi universitari all'estero sono circa 4 Milioni. Si tratta di ragazzi ambiziosi che vogliono il meglio per la propria istruzione e che sono disposti ad allontanarsi dal proprio paese pur di seguire corsi e discipline formative che gli diano le basi più solide possibili per affrontare il mercato del lavoro e assicurarsi un avvenire di successo.

Di questo esercito di volenterosi, solo circa 65Mila scelgono le Università italiane come meta della propria formazione accademica, numero che corrisponde ad un alquanto misero 3,6% rispetto al totale degli studenti italiani iscritti all'università, una percentuale dunque bassissima rispetto alla media europea dove invece si calcola che sul totale degli universitari residenti ben il 10% sia straniero.

Il Ministro dell'Istruzione Francesco Profumo ha oggi evidenziato la questione sostenendo ancora una volta che «dobbiamo sprovincializzarci, aprendo i nostri atenei a studenti e professori stranieri» e che è necessario attivarsi al più presto creare un terreno favorevole che spinga i giovani a livello internazionale a guardare all'Italia in modo positivo. Per riuscire nell'impresa è però necessario internazionalizzare seriamente l'Università Italiana rendendola adatta allo studente “globale”. Negli ultimi anni a quanto pare si sono compiuti diversi passi avanti, ma a quanto sostiene Profumo è necessario fare di più ed in modo più incisivo e quantomeno allinearsi al resto d'Europa.

Molte sono state in effetti le iniziative degli ultimi anni mirate a rendere disponibile un'adeguata formazione universitaria a chi voglia venire in Italia per un'esperienza di studio, tra queste ad esempio l'istituzione di corsi di laurea esclusivamente in inglese, le borse di studio per stranieri, l'accesso al doppio diploma di laurea emesse da due Università di diversi Paesi, le campagne di assunzioni di insegnanti dall’estero.

Già Profumo, quando era Rettore del Politecnico di Torino aveva attivato iniziative volte all'internazionalizzazione, tra queste eliminazione delle tasse a chi segue corsi in lingua inglese oppure disponibilità di alcuni corsi di laurea del Politecnico di Torino esclusivamente in inglese.

In Italia tuttavia altre Sedi universitarie si sono già mostrate reattive e consapevoli di questa necessità, tra queste certamente il Politecnico di Milano dove attualmente gli stranieri iscritti ai dottorati di ricerca sono ben il 30% sul totale. Nel 2014 inoltre avverrà una piccola rivoluzione nel panorama universitario quando si passerà a rendere disponibili tutti i corsi del biennio specialistico del POLIMI solo in lingua inglese, per rendere possibile tutto ciò il Politecnico ha già annunciato di allocare un importo totale di 3,2 milioni di euro che saranno destinati ad assumere docenti stranieri.

Come si legge nel piano strategico della Facoltà, l'obiettivo non è solo di attrarre studenti stranieri ma bensì quello di «mettere in condizioni tutti gli studenti di potersi confrontare in un mercato del lavoro sempre più interconnesso e globalizzato».
 

  • Ma quali sono le sedi più gettonate dagli stranieri che guardano all'Italia?

Università di Bologna, Politecnico di Milano, l’Università degli Studi di Firenze, l’Università Milano Bicocca ed il Politecnico di Torino, Accademia delle Belle Arti di Roma,Belle Arti di Brera e Firenze.
 

  • E quali sono invece le Facoltà italiane più ambite dagli stranieri?

Economia e Commercio, Medicina e Chirurgia, Ingegneria, agli ultimi posti Scienze Motorie e della Comunicazione.

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