Biennale Democrazia 2013, Torino: l'utopia possibile

Biennale Democrazia 2013, Torino: l'utopia possibile

Anche quest’anno ha avuto inizio la Biennale Democrazia a Torino, ormai alla sua terza edizione.  Dappertutto, seminate per la città, le due B in corsivo, speculari, a ricordare l’evento culturale forse più stimolante proposto dal Comune. Si tratta di un ciclo di incontri tenuti da illustri intellettuali del nostro tempo, totalmente gratuiti: una buona occasione per qualsiasi fuori sede di presentarsi ad un appuntamento culturale di alto livello. Dal 10 aprile al 14, si potrà assistere al dibattito animato intorno alla questione scelta dal comitato organizzativo. Il tema di quest’anno: Utopico è possibile? Una problematica sentita necessaria in questo momento di profonda crisi che colpisce tutti, chi più chi meno.

Ed è proprio su questo filone che ha aperto ieri il primo importante ospite della biennale, la Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini. Per chi non sia riuscito a presenziare, vuoi perché poco informato, vuoi perché la fila chilometrica gli ha precluso l’ingresso, il suo discorso è visionabile sul sito stesso della biennale “biennaledemocrazia.it”. Un intervento schietto e limpido, di quelli che ultimamente sono rari da sentire in politica, che in qualche modo accendono nell’ascoltatore quel briciolo di speranza di cui siamo stati privati ultimamente a causa della situazione critica in cui versa il nostro paese.

Sicuramente questa serie di conferenze sono imperdibili innanzitutto perché ci pare importante sottolinearlo, è un’iniziativa finalmente e apertamente volta alla promozione della cultura. E non a caso dunque è a titolo gratuito, l’ingresso non è vincolato, ed è proprio così che dev’essere intesa questa iniziativa. In secondo luogo perché la tematica portata avanti risulta essere molto appropriata e interessante per chiunque senta gravare sulle proprie spalle il peso di un destino di povertà e frustrazione. Un messaggio di giustizia e progressione, verso un Paese così come lo vogliamo, è quello trasmesso ieri dalla Boldrini. Un monito essenziale da trasmettere soprattutto per i giovani, e per quelli che come noi fuori sede, inseguono continuamente un’utopia, o non ci si  saremmo neppure spostati di un centimetro da casa nostra. Nel folle tentativo, alimentato da una speranza utopica, di trovare condizioni migliori di quelle da cui siamo partiti. E dalla convinzione che se non siamo noi i primi a muoverci, allora le cose non cambieranno mai. L’atteggiamento fallimentare non porta certo da nessuna parte. Per cui è decisamente meglio condire un sano realismo con una buona dose di utopia.

Sul sito, linkato qualche riga qui sopra, si trova anche il programma completo della biennale di questa edizione. Invitiamo caldamente tutti coloro che trovano un momento libero del loro tempo, a scegliere con cura l’iniziativa da seguire sebbene la scelta sia davvero molto ampia! Ci auguriamo inoltre che le file siano sempre così corpose fuori dai teatri e dai luoghi in cui avverranno e conferenze.

Mi pare un segno salutare che l’utopia non sia poi così irrealizzabile come ci insegnano nei libri di scuola.

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