Diciamo la verità, tornare a casa è spesso un piccolo dramma ma...

Diciamo la verità, tornare a casa è spesso un piccolo dramma ma...

Abbiamo provveduto a fare i biglietti mesi in anticipo. Abbiamo iniziato a fare il conto alla rovescia da novembre, ed eccoci finalmente a casa per Natale. Oltre al piacere di rincontrare la famiglia e gli amici, trascorso l’entusiasmo iniziale ci troviamo anno dopo anno a scontrarci con situazioni tragicomiche...

Appena arrivati a casa ci dirigiamo nella nostra vecchia stanza per appoggiare trolley e zaino. O meglio quella che una volta era stanza e che nel frattempo ha cambiato destinazione d’uso (ora sgabuzzino, oppure stanza per stirare o studio extra all'occorrenza) ...ogni volta che torniamo a casa ci stupisce con qualcosa di diverso...

Sarà che l’armadio è stato occupato da abiti e biancheria che nessuno usa più attivamente o forse che abbiamo ancora accatastati gli uni sugli altri magliette e jeans del liceo. Di fatto, non sembra esserci abbastanza spazio funzionale/vitale per noi. Le mensole del resto sono ancora cariche di libri di narrativa e vocabolari di greco e latino intervallati dai peluche che nessuno ha intenzione di metter via perché infondo sono 'ricordi'.

Ci riduciamo quindi, nonostante l’armadio a 6 ante a tenere tutti i vestiti nella valigia aperta su una sedia accanto al letto per tutta la durata della nostra permanenza a casa il che ci da una fastidiosa sensazione che è si quella di essere a casa ma di sentirci quasi ospiti di passaggio. Questa sensazione è poi rimarcata da quando ci dirigiamo in bagno e ci accorgiamo che non solo non c’e’ più il posto per il nostro spazzolino ma che dobbiamo portare dietro con noi il beauty con le nostre cose perché di quelle lasciate a casa qualche mese prima ormai non c’è più traccia.

La difficoltà di collocare in un posto comodo/sicuro il portatile e l’altalenanza della connessione sono un altro aspetto tragicomico, caratteristico della nostra permanenza a casa ‘nostra’ perché intanto non riusciamo a capire bene dove sistemarci con PC ma abbiamo anche un costante problema di connessione ad internet, oltre che di copertura della rete telefonica. Prima di poterci connettere e anche solo scaricare delle email dobbiamo metterci a sistemare la rete, controllare cavi, cercare password, assicurarci che il ripetitore sia acceso e correttamente impostato per poi finalmente, esausti, riuscire ad essere online.

Gli orari sono un altro aspetto rende la nostra permanenza in qualche modo scomoda. Non c’è di certo la rilassatezza di quando siamo fuori sede, con pranzo nel primo pomeriggio e cena notturna. Qui gli orari ci sono, specie pranzo e cena. Non dobbiamo necessariamente attenerci a questi ritmi ‘da famiglia’ che avevamo ormai quasi dimenticato ma, in qualche modo, ci sentiamo in doverli rispettare per rallegrare con la nostra presenza almeno il pranzo o la cena (vissuti dai genitori come momenti topici della nostra visita a casa). Oltretutto, ogni singolo giorno c'è un menu diverso (pianificato giorni in anticipo!) il che è assolutamente fantastico ma allo stesso tempo questo incalzare di prelibatezze ci fa venire voglia di una tregua immediata a questo interminabile susseguirsi di pietanze "che non mangiamo mai".

Eppure anche questo Natale è finito. Nonostante qualche giorno iniziale di assestamento tragicomico, qualche battibecco casalingo siamo stati bene e adesso si riparte con la nostra vita fuorisede a rincorrere i nostri progetti. Salutiamo i vecchi amici, i parenti, il nostro mare, la montagna...Portiamo con noi tutti i ricordi, e mentre tiriamo un mezzo sospiro di sollievo pensiamo al nuovo anno e diamo un’occhiata alle vacanze e ai ponti per il 2016... In fondo, già non vediamo l'ora di tornare a casa.

Buon rientro e buon inizio anno!

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