Eurostudent: diminuiscono i fuorisede, gli universitari restano a casa

Eurostudent: diminuiscono i fuorisede, gli universitari restano a casa

Eurostudent arriva alla settima edizione ed indaga la condizione degli studenti universitari in Italia. La crisi degli ultimi anni ha costretto sempre più studenti a fare i pendolari e continuare a vivere con i genitori fino alla laurea e forse oltre...

Eurostudent è un’iniziativa di ricerca e studio attivata su base triennale dalla Fondazione Rui in collaborazione col MIUR dedicata ad indagare la condizione degli studenti universitari allo scopo di offrire un’istantanea rappresentativa della condizione studentesca nelle università italiane.

L’indagine è giunta ormai alla settima edizione ed è integrata da un progetto internazionale che permette di confrontare le diverse condizioni studentesche nel vari Paesi Europei chiamato Eurostudent Report Project. Oggi scopriamo quale è l’attuale condizione degli studenti universitari per come emersa dallo studio che ha riguardato il triennio 2012/13/14.

Un dato significativo su tutti. Nell’ultimo triennio gli studenti universitari fuori sede sono meno del 30% ciò significa che la grande maggioranza degli studenti universitari la scelto di perseguire per gli studi rimanendo a vivere con la famiglia di origine. All’origine di questa scelta diffusa tra le matricole dell’ultimo triennio ci sono certamente: l’aumento del costo degli studi, la riduzione delle capacità di spesa delle famiglie e la riduzione della percentuale degli studenti lavoratori.

Chiaramente, a rendere la scelta di studiare e fuori sede ancora più difficile è l’insufficienza di posti lettoe stanze disponibili nelle residenze universitarie delle quali solamente uno studente su 10 riesce a fruire, a commentare la carenza di alloggi universitarianche il Rettore dell’Università Roma Tre, Mario Panizza che recentemente ha dichiarato:

“Purtroppo nel nostro paese non vengono fatti investimenti in cultura e ricerca ed è assolutamente essenziale aumentare le risorse disponibili per garantire il Diritto allo Studio ed aumentare le possibilità degli studenti di fruire di aiuti economici, specialmente per i fuori sede che sono costretti a fare i pendolari a causa della crisi economica degli ultimi anni”.

In effetti sempre secondo l’indagine, gli universitari pen­dolari costituiscono attualmente il 50% degli studenti frequentanti le lezioni, molti dei quali provengono da famiglie in condizioni socio-economiche modeste o comunque non privilegiate.

Gli studenti che non rinunciano a studiare, quindi, mettono in atto una sorta di 'strategie di sopravvivenza’ andando a compiere scelte di studio compatibili con la loro condizione e con le risorse di cui dispongono ovvero accrescendo il localismoe prediligendo appunto corsi regionali.

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