Il coinquilino depresso che non pulisce casa

Il coinquilino depresso che non pulisce casa

Alzi la mano chi non ha mai convissuto con un coinquilino che non puliva casa. Il classico zozzone, il maiale, il coinquilino di merda, l'ignorante, il parassita, i modi di nominarlo cambiano, ma la sostanza no. A mio avviso però, il sottoprodotto più infido, subdolo e sorprendente, è quello depresso, quello che si trascina in casa con l'aria di quello che non sa perchè è al mondo e passa le giornate altalenando tra apatia, fancazzismo ed infondati slanci malinconici. Del mio coinquilino depresso che non pulisce casa ma che al contrario è bravissimo a sporcarla, penso di non parlarne mai abbastanza male. Ho deciso quindi di colmare questa lacuna. L’animale ha una serie di regole fisse che variano in base agli ambienti domestici in cui si trascina.

IN CUCINA
Il suo ripiano del freezer deve essere sempre pieno. Per lui mangiare vuol dire scongelare. Ogni volta bustine e confezioni congelate come pallonate gli finiscono in faccia, cascano a mo’ di valanga e stramazzano invariabilmente sulla mattonella più sporca. Segue l’interrogativo intramontabile 'cosa ho fatto di male nella vita?', poi rimette tutto dentro.

Usa solo piatti e posate di plastica. Se non ci sono, mangia direttamente in pentola. Per lavare usa sempre detersivi dai nomi strani. Con l’ultimo, quello di ‘Nonna Papera’, ha provato a sgrassare la nostra nuova padella, ma dopo mezz’ora passata a ignorare i benefici dell’acqua calda, ha alzato la testa al cielo e l’ha buttata. Quando l’ho scoperto, mi ha detto che i batteri si erano moltiplicati a tutta velocità, che Nonna Papera si era suicidata e che la padella in questione era senza speranza.

IN CAMERA
È strasicuro che d’inverno la sua camera sia la più fredda della casa. Per ovviare al problema non accende i termosifoni ma il phon. I granelli di polvere si sollevano così in aria creando coreografie coinvolgenti, ma lo spettacolo si consuma sotto il suo sguardo indifferente.

Nella sua camera dagli odori capronici, passa gran parte del tempo a quantificare il suo livello di disperazione, poi gli viene un gran mal di testa, ma non prende farmaci per calmarlo, dice di odiarli. In camera sua, però, c’è di tutto. Vuoi una tachipirina? Ce l’ha. Vuoi un antibiotico? Ce l’ha. Vuoi uno sciroppo per la tosse al gusto di fichi e pinoli? Ce l’ha.

Nelle sue giornate migliori, invece, controlla Facebook. Se una sconosciuta gli chiede l’amicizia, inizia a indagare a fondo sulla tipa in questione, ma alla fine si convince che è una sfigata e non la aggiunge. Naturalmente, se la sera gli faccio notare che ha di nuovo saltato il turno delle pulizie, mi guarda severamente negli occhi e mi dice 'Ho studiato tutto il giorno'.

IN BAGNO
Eminenti studi scientifici parlano di 3,2 milioni di batteri presenti in 2, 5 centimetri dell’asse del wc, ma il mio coinquilino è convinto che l’invasione sui sanitari si sconfigga con salviettine igienizzati. Se provo a convincerlo del contrario, mi porta il pacco indicandomi con il dito la scritta ‘igienizzanti’. Per quanto riguarda la doccia, dopo una giornata passata a chiedersi 'la faccio o non la faccio', per una strana ragione si risponde sempre 'la faccio dopo'. Il phon, quindi, viene usato per lo scopo per cui è stato progettato intorno alla mezzanotte.

Ma devo ammetterlo, è creativo: usa i rotoli finiti di carta igienica per creare ripiani dalle mille forme su cui poggiare qualche libro. Se ho voglia di leggere, in quei momenti lì, come stimolante posso sempre sfogliare l’ultima edizione di ‘Consigli per aumentare l’autostima’, ‘Piccoli passi quotidiani verso la felicità', ‘Guida all’indipendenza dello spirito’.

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