SOS Movida a Bologna: Piazza Verdi nel mirino

SOS Movida a Bologna: Piazza Verdi nel mirino

La solita tiritera che si ripete. Sembrerebbe una vecchia storia già sentita a Bologna, eppure questa volta pare che si faccia sul serio: la Giunta Merola emana un’ordinanza di chiusura alle ore 00:30 per i locali situati in piazza Verdi ed in via Petroni. I nodi fondamentali della questione sono ben noti a chiunque: la piazza funge da blasonato luogo di ritrovo per studenti e giovani in genere, fulcro della vita universitaria bolognese; allo stesso tempo la movida reca con sé disordini, illegalità ed atti vandalici.

 

Uno di questi è avvenuto dieci giorni fa’: un gruppo di giovani stanno facendo serata in piazza Verdi, magari fanno un po’ troppo casino e magari c’è qualcuno che abita proprio lì sopra; questo qualcuno si sente enormemente disturbato dal trambusto dei fanciulli dediti ai primi festeggiamenti estivi e decide così di annaffiarli dalla finestra con una simpatica secchiata d’acqua. Roba da ridere a crepapelle, se non fosse che la rappresaglia non tarda ad arrivare: i ragazzi inzuppati sfondano la porta del condominio, spaccano bottiglie, frantumano un gradino e danno sfogo a tutta l’ira di Dio. Insomma, dei tipi un tantino vendicativi.

 

Dall’episodio barbarico all’ordinanza il passo è breve. Tra l’altro, nelle ultime ore, la Commissione Comunale ha ipotizzato addirittura un orario unico di chiusura per i locali notturni da estendersi a tutta la città, causa sacrosante questioni di concorrenza fra le attività commerciali.

Ma la 'diatriba di piazza Verdi', da una parte gli esercenti e dall’altra i residenti, è una faccenda che va avanti da mesi, probabilmente da anni. La vicenda della secchiata d’acqua rappresenta la goccia che ha fatto traboccare il vaso, forse una scusa adottata prontamente dalle Autorità cittadine per assecondare le richieste degli abitanti della zona, la così detta 'gente perbene' che costituisce il grosso del corpo elettorale, a danno dei commercianti e dei giovani che fanno baldoria giù in piazzetta, che magari sono studenti fuori sede e non hanno diritto di voto alle elezioni comunali. Peccato solo che Bologna campi e mangi con i proventi dell’ università!

La disputa ha oramai assunto i connotati di uno scontro fra divergenti istanze concettuali di ordine normativo: 'ius discipulorum' versus ius civile, in sostanza. Chi l’avrà vinta? Lo scopriremo solo vivendo diceva Battisti. Intanto qualche considerazione generale è bene farla. La situazione necessita sicuramente di una regolamentazione.

Famoso è il fatidico striscione posto in via Petroni <<Dormire è un diritto, impedirlo è un sopruso>>, da mesi affisso in alto quasi a simulacro. Che poi i rinomati baretti della medesima via, in seguito all’ordinanza, abbiano risposto con altri striscioni parodici, è una genialata dai tratti grotteschi. Una vera e propria 'guerra dello striscione', appropriata in tempi di Europei di calcio!

Intanto numerosi concerti rock previsti in piazza Verdi, che già da una settimana e più avevano iniziato a pulsare, sono costretti a traslocare all’interno dei locali. L’Assessore alla Cultura Ronchi, ideatore dell’Estate Rock bolognese, si ritrova improvvisamente solo in questa battaglia che ha assunto tratti spiccatamente politici.

Qualche comitato dei residenti vuole addirittura spingersi oltre, chiamando in causa il TAR, ma le divisioni permangono. Di fatto la vita spensierata della piazza sembra destinata a subire una battuta d’arresto: i presidi delle forze dell’ ordine sono aumentati, non è consentito girare per strada con alcol dentro bottiglie di vetro e gli orari dei locali sono stati ristretti. Salate le multe per chi non rispetta le regole, soprattutto i gestori dei bar.

A Bologna si sente spesso dire: <<è meglio non prendere una camera intorno piazza Verdi, ci si diverte ma c’è troppo casino>>. Insomma, uno sa di che zona si tratta. Certo, i residenti del luogo vivranno lì da chissà quanto tempo, ma la vitalità del posto non è un fatto nuovo.

Nel mio piccolo mi viene in mente una superficiale soluzione: quegli appartamenti, se possibile, andrebbero affittati agli studenti. Di certo ci penserebbero due volte prima di sfondare la porta del loro condominio.

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