Voglio affittare una stanza per il breve periodo, che contratto utilizzo?

Voglio affittare una stanza per il breve periodo, che contratto utilizzo?

Con questo post intendiamo rispondere ad alcune domande generali riguardanti le normative nel settore degli affitti. Una delle richieste più frequenti da parte degli utenti StanzaZoo.com riguarda la tipologia di contratto da utilizzare nel caso si desideri affittare una stanza del proprio appartamento a un giovane fuori sede.

Giovani lavoratori, universitari, stagisti, studenti master: il popolo dei fuori sede è in continuo aumento e con esso la richiesta di stanze in affitto. Sempre più spesso le famiglie senza figli, separati, vedovi o single decidono di affittare una delle stanze della loro abitazione come scacciapensieri contro la solitudine ma soprattutto per ammortizzare le spese mensili: rata del mutuo, bollette varie, aumento tasse, IMU...

La coabitazione è diventata ormai uno stile di vita perfettamente radicato nella nostra società: stando ad un'indagine di Immobiliare.it, nel corso del 2012 è raddoppiata la domanda di questo genere di soluzione, passando dal 9% al 18% e per la prima volta in assoluto i lavoratori superano gli studenti nella richiesta di affitto in condivisione, flatsharing.
 
Ma veniamo al donc. Intanto bisogna dire che il contratto di locazione va stipulto tenendo a mente che si tratta di una locazione per il breve periodo e quindi transitoria: si tratta di permanenze da un minimo di 1 mese fino al massimo di 18 mesi. Sicuramente vi è la necessità di non vincolarsi a un contratto 4+4. L'affitto di una sola stanza all'interno di un appartamento consiste in una locazione parziale dell'immobile, tuttavia causa la breve durata di questo tipo di affitto è necessario optare per la transitorietà stipulando un ''contratto transitorio''.
 
Per la natura transitoria di questa tipologia di affitti sarà indispensabile motivare in modo dettagliato le ragioni della durata temporanea, questo aspetto non va sottovalutato, specialmente per il proprietario di casa: in caso di contestazione da parte del coinquilino, possono tradursi automaticamente in un 4+4 con il rischio è di trovarsi una stanza occupata per anni da una persona indesiderata.
 
Il focus sarà sulla motivazione centrale che ha portato alla scelta del contratto transitorio e sulla reperibilità di documentazione idonea che ne attesti la necessità: secondo il contratto transitorio - legge 431 del 1998 - vanno infatti specificati i motivi della transitorietà allegando la documentazione come prova (ad esempio un rapporto di lavoro a progetto, un master eccetera). I motivi possono essere legati a necessità dell'inquilino oppure del proprietario.
 
I contratti di natura transitoria sono a canone libero tranne dove sono normati a livello locale: in 11 grandi città italiane e comuni limitrofi sono stati stipulati degli accordi territoriali atrraverso il quale si stabilisce il canone massimo richiedibile per l’affitto di una stanza. Lo sapevate ad esempio che secondo questi accordi una stanza singola in centro a Bologna non dovrebbe superare i 300 euro di affitto mensile?
 
Nella speranza che queste info vi siano utili, vi auguriamo Buon Affitto per l'anno  2016/2017. Vi interessa sapere quale sara' la situazione affitti per l'anno lavorativo che sta per iniziare? Date un'occhiata  agli aumenti degli affitti per il 2016/2017.

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