#3 Cercare casa: se non ti uccide ti fortifica

#3 Cercare casa: se non ti uccide ti fortifica

Abito in una zona abbastanza centrale di Milano insieme a tre persone. Marco, di Bergamo, Sara, di Napoli e Giulia, con cui condivido la stanza, di Catania. Arrivare qui non è stato facile, viverci lo è ancora di meno.

Prima di trovare casa, sentendomi sola e un po' persa, il mio unico utile e dilettevole passatempo era nuotare nel mare degli annunci di stanze in affitto sul web, scartare quelli più improbabili, sorridere di quelli più vivaci, cogliere prontamente quelli (in apparenza) più interessanti.

Nella ricerca mi avevano particolarmente colpito due opposte tipologie di inserzione: quella del markettaro per hobby o mestiere, e quella dell'asociale traumatizzato da vecchie e infelici esperienze.

Il markettaro, a seconda delle circostanze, gestisce i suoi annunci seguendo modalità differenti. In alcuni casi punta sul titolo, mai particolarmente sobrio:

Offro *SPLENDIDA* camera SINGOLA :) vicina al CENTRO

Dopo averti convinto (o anche no) a cliccare, si concentra sui contenuti. Con la tenera e poco credibile retorica degli agenti immobiliari ai tempi della crisi, descrive il tutto in modo parco e ambiguo, resta sul vago e gioca di relatività.

A pochi (quanti?) minuti da tutte le Università più importanti di Milano (quali?) offro camera singola accogliente (piccola) e confortevole (più piccola).

Generalmente dimentica di segnalare la via e il prezzo ma sottolinea sempre che la casa è dotata di bagno e cucina e che nella stanza, che è pulita, c'è il letto. Nei saluti finali triplica le vocali ed esagera con i segni d'interpunzione:

Da vedere: BELLISSIMAAA....!!!!

In altri casi l’annuncio del markettaro diventa un vero e proprio lancio pubblicitario. L'efficacia è opinabile.

Sei stanco delle solite case fatiscenti? Vuoi un appartamento NUOVO e BELLO abitato dai coinquilini GIUSTI? Sei una persona rispettosa ma al contempo TOLLERANTE? Cosa aspetti? CHIAMA SUBITO... Stai cercando noi! ;)

Il fatto che punti sulla tolleranza più che sul rispetto e che chiuda il suo annuncio con un occhiolino sono campanelli d'allarme da non trascurare. Il coinquilino ideale del markettaro è lo stesso che compra carta igienica Foxy perché convinto che la Divina Commedia Dante l'abbia scritta su quei rotoli lì.

Completamente diverso in stile e intenzioni, l’inserzionista asociale è senza dubbio più schietto e spontaneo. La strategia d'azione si fonda essenzialmente nel proiettare i suoi antichi traumi casalinghi su di te, cercando, al contrario del markettaro, di sfoltire fin da subito le possibili richieste d'affitto tramite un'astutissima tattica. Tattica: ANNUNCI DEL TERRORE. Il soggetto, purtroppo, è spesso anche misogino.

Lavoro tutto il giorno e ho bisogno di affittare una stanza singola nell'appartamento di cui sono proprietario per ragioni economiche. SOLO UOMINI, lavoratori, puliti, rispettosi, no fumo, no animali, no feste, no droga, preferibilmente settimana corta. Senza eccezioni, astenersi perditempo.

L’essere discriminata in quanto donna dal soggetto di cui sopra mi crea particolare dispiacere.
Milano è una città in continuo movimento e ogni giorno da tre mesi vivo la petulanza no stop dei suoi abitanti. Una città fatta di traffico, sirene, urla e strade affollate, di saldi, di universitari, di eventi, lavoratori, ora d’aria, ansiolitici e tisane. A casa bisognerebbe sentirsi in un posto sicuro, protetto dai mali esterni e lontano dall’inquinamento ambientale e acustico, senza obblighi di cortesia nei confronti di nessuno: alla fine di certe giornate la comunicazione dovrebbe consistere esclusivamente nel non comunicare, se non con se stessi.

L’essere discriminata in quanto donna dal soggetto asociale di cui sopra mi crea particolare dispiacere: se solo (promettendomi il silenzio) riuscisse a fare un’eccezione, insieme a lui – discriminata e felice – andrei a viverci io.


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La protagonista di queste pagine è Giuditta, diciannovenne calabrese da poco giunta a Milano per iniziare gli studi universitari. Da un piccolo paese del Sud arriva nella metropoli: in questo diario, vita e visioni di una studentessa fuorisede.

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