Cosa vedere a Torino: il Museo Nazionale del Cinema

Cosa vedere a Torino: il Museo Nazionale del Cinema

La Mole Antonelliana matroneggia col suo sederone comodamente al centro. Ti aspetta in tutta la sua obesità e ti guarda dall’alto della sua stellina piantata al freddo, su una punta così lontana nel cielo da perdersi nelle giornate di nebbia. Impossibile non vederla. Devi impegnarti parecchio per non accorgerti della sua presenza.

È dentro questa mastodontica costruzione in muratura che si trova una altrettanto monumentale mostra completamente dedicata al cinema. Non per niente si tratta del museo nazionale. Meta di molti turisti di passaggio, un bravo fuorisede non può esimersi dal presentarsi alla chiamata. Sicuramente si tratta di una delle principali cose da visitare a Torino e per la quale si deve assolutamente trovare lo spazio di qualche ora, 7 euro da racimolare e la voglia di entrare in un film.

Ti accoglie all’entrata un’enorme statua di un essere demoniaco e mostruoso dall’aria egiziana, interrompendo bruscamente il contatto solido con la realtà esterna. Si continua con scene celebri e meno celebri proiettate sulle pareti. Suggestionanti ricostruzioni di scenografie filmiche che puoi attraversare. Un luogo dove è possibile sedersi sul letto a forma di cuore di Dopo Mezzanotte, fingendo di esser i protagonisti del film. Sdraiarsi sui divanetti rossi in mezzo all’atrio per osservare immagini proiettate sul tetto. Salire le scale lungo tutte le pareti che ti accompagnano in un affascinante excursus del cinema italiano. Volti di grandi registri compaiono vicino a celebri attori, sorridendo all’obiettivo, restituiti allo spettatore nella loro immortalità. Una galleria della storia del cinema fatta di locandine di film colorate, gigantografie di visi noti, video da osservare. Alcuni istruttivi sulle tecniche usate per ottenere determinati effetti visivi nella realizzazione di cortometraggi.

E poi la Mole è anche sede di numerose iniziative per gli appassionati del cinema. È qui che vengono organizzate svariate rassegne dedicate a determinati registi. Retrospettive su Truffaut ad esempio, presto anche su Scorsese. In questi giorni è possibile assistere ad una mostra su Giannini e Luzzati sulle origini del cinema di animazione, in cui saranno visionabili i materiali originali dei film animati. Insomma, una continua fonte di stimoli culturali che vale la pena sempre tener d’occhio.

In conclusione parlerei della panoramica di cui si può godere decidendo di infilarsi nell’ascensore della Mole. Non un ascensore qualunque: bisogna immaginarsi una cabina rettangolare che si alza in mezzo al vuoto della Mole, tirata su da dei cavi che ti fanno dubitare di poter sfidare la forza di gravità, mentre il mondo attorno continua a muoversi sempre più piccolo. Da lassù ogni cosa assume una prospettiva spettacolare, una tappa obbligatoria quanto salire sulla Tour Eiffel e ammirare Parigi dall’alto.

Unico avvertimento per i fuori sede che intendono laurearsi: narra la leggenda che chi raggiunga la vetta antonelliana sia condannato al fallimento della carriera universitaria. Se si è superstiziosi dunque consiglierei di tenersene alla larga finché non si è stati incoronati con la tipica corona di alloro: la Mole Antonelliana tanto non si sposta!

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