La cedolare secca 2012 fa flop

La cedolare secca 2012 fa flop

Siamo alla chiusura del 2012 ed è tempo di bilanci in fatto di affitti e normative in materia. E' il caso ad esempio della tanto discussa cedolare secca sugli affitti, che per chi non lo ricordasse prevede il pagamento dell'aliquota al 21% se l'appartamento è affittato a mercato libero oppure al 19% se si tratta di un canone 'concordato'.

L'obiettivo alla base della cedolare secca è quello di spingere alla regolarizzazione tutti quegli appartamenti il cui contratto d'affitto è 'a nero', ovvero non registrato a norma di legge. Connessa alla cedolare vi è infatti la possibilità di denunciare all'Agenzia delle Entrate il proprietario dell'appartamento o della stanza in affitto fornendo una prova del pagamento effettuato, ad esempio una ricevuta. A quel punto una volta attivata la procedura e fatti i debiti controlli il locatore viene obbligato a stipulare un regolare contratto d'affitto che non può essere superiore al triplo del reddito catastale della proprietà. Insomma, un canone assolutamente agevolato e conveniente per l'affittuario.

Sebbene il sistema della Cedolare Secca sia stato attentamente studiato e ci si sia attivati per una capillare diffusione e comunicazione della normativa, guardando ai numeri possiamo dire che in generale la normativa non è riuscita nel suo intento.

Secondo Fabrizia Lapecorella , direttore del Dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia, le previsioni del 2012 sono passate dai 3,8 miliari di euro agli 815milioni di euro mentre alla fine dell'anno è previsto un gettito complessivo di 976 milioni di euro. Pare che il problema principale dai più additato, sia stato la messa in essere di procedure troppo complesse e di una mancanza di chiarezza a livello locale in particolare presso gli uffici delle entrate.

Lapecorella ha infatti commentato «Davanti alla complessità procedurale delle cose che dovevano essere fatte per esercitare l'opzione della cedolare secca sugli affitti è probabile che molti contribuenti abbiano preferito non utilizzare questa tassazione sostitutiva».

E ancora «Il sistema della riscossione delle entrate degli enti locali è in attesa di un'organica revisione, è senz'altro necessario predisporre un testo unico che razionalizzi la materia e faccia chiarezza sugli strumenti utilizzabili per la riscossione delle entrate locali».

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