Mostra celebrativa del caffè Kimbo: Bellebbuono. Napoli, improvvisamente.

Mostra celebrativa del caffè Kimbo: Bellebbuono. Napoli, improvvisamente.

Per chi avesse voglia di prendere un buon caffè e volesse farlo in uno scenario diverso dal solito, il tutto condito magari da una mostra celebrativa ed un castello con vista mozzafiato sulla città di Napoli, allora l’appuntamento è a Castel Sant’Elmo fino al 1 Aprile dove avrete modo di partecipare alla celebrazione dei 50 anni di caffè Kimbo, marchio storico dell’azienda Cafè do Brazil.

40 le opere d’arte di ogni forma espressiva, dalla pittura alla letteratura, dalla musica all’arte cinematografica che accompagneranno il visitatore in un vero e proprio viaggio sensoriale alla scoperta del miglior caffè di Napoli. Naturalmente il fil rouge di tutto ciò sarà proprio il caffè, la sua evoluzione e diffusione e come Napoli sia diventata il suo luogo simbolo.

Un viaggio sensoriale non avrebbe potuto essere tale senza qualcosa che avesse stimolato l’olfatto ed il gusto, per questo per tutti coloro che parteciperanno alla mostra gratuita, ci sarà un caffè sospeso da potersi gustare in tutta calma ammirando il suggestivo panorama della città dalle terrazze del magnifico castello.

Il caffè sospeso è un’idea tutta partenopea, risale a molti decenni fa, in particolare nel quartiere di Napoli della Sanità, quando poche persone potevano concedersi il ‘lusso’ di gustare un caffè al giorno. Alcune di queste, perché particolarmente felici o semplicemente per abitudine amavano pagarne due, uno per loro e l’altro per chi non poteva permettersi economicamente questo piccolo vezzo. Quando qualcuno, perlopiù persone povere, entravano in un bar chiedendo se ci fosse un ‘sospeso’ normalmente la risposta era sempre affermativa.

Era un modo per concedere un piccolo piacere a costo zero a chi non poteva farlo. Inizialmente circoscritto a piccole zone, complice anche un maggior senso di partecipazione e di interesse per il prossimo, brevemente si estese all’intera città. Perché allora oggi non è quasi più presente? Forse per una sempre più crescente diffidenza nei confronti delle altre persone, o forse perché in un ambiente più vasto la probabilità di poter avere qualcuno che se ne approfitti è alta, ma pian piano questa tradizione è andata sempre più svanendo.

Ci sono alcuni bar in varie città d’Italia però che hanno adottato l’idea. Chissà che col tempo il caffè sospeso non ritorni ai suoi fasti. Il pensiero dell’offrire un caffè, a qualcuno che ipoteticamente non può permetterselo, è un gesto semplice ed apprezzabile. Potrebbe inoltre essere un buon modo per dare il ‘benvenuto’ nella propria città agli studenti fuori sede che si trovano a vivere lontano da casa. Cosa c’è di meglio dell’accoglienza fatta con un prodotto tipico della città?!

E voi, cosa ne pensate, credete che questa tradizione potrà ritornare a diffondersi? Per il momento potrete gustare un caffè sospeso al Castel Sant’Elmo presso la mostra sui 50 anni del caffè Kimbo!

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