Politecnico vs Palazzo Nuovo: due tipi di fuorisede a Torino

Politecnico vs Palazzo Nuovo: due tipi di fuorisede a Torino

Capita spesso che qualcuno mi chieda: sei a Torino? allora fai il Poli? Sottolineando questa strana logica di causa-effetto per cui uno se va a studiare a Torino allora studia al Poli. Parola poco misteriosa per definire il Politecnico, meglio conosciuto come il grande buco nero che si nutre delle anime di studenti. Parecchi, sono fuori sede. Fuori sede particolari.

Il tipico fuori sede del Poli si trascina stancamente dalle aule alla sua camera e dalla camera alle aule. Se non segue i corsi sta studiando. Se non studia segue i corsi. Si aggira attorno al perimetro di questa struttura monumentale, che molti di loro intendono come una vera e propria cittadina, trasportandosi dietro il sogno del tempo libero e della vita sociale. Va da sé,  non sa molto di cosa succeda nella città. Torino è solo il luogo in cui si torna a fine vacanza per rinchiudersi tra 4 mura a rimpinzarsi di entusiasmanti materie quali ingegneria dei materiali. Il centro di Torino è un luogo mitico quanto l’isola che non c’è, terribilmente distante e irraggiungibile. Ci si reca come bravi credenti quando si può, presumibilmente il fine settimana. Tutti questi elementi spiegano come la maggior parte di quelli che ce la fanno a terminare gli studi, la veda per strada col sorriso timido sulle labbra, conquistata dalle belle giornate. Tanti di loro, se glielo chiedi, ti diranno che si sentono come dei sopravvissuti e come tali spesso acquistano i gadegts del Poli con un orgoglio spropositato. Per i posteri, per i futuri piccoli ingegneri del domani o per gli amici di scienze politiche del presente. Della serie: guarda in mezzo a cosa son dovuto passare!

Eppure ci sono altri fuori sede. In minor numero, che aumenta negli anni della magistrale, ma ci sono. Stupirà sapere che molti giungono a Torino per frequentare corsi in cui le lettere non compaiono solo in mezzo ai numeri.

L’Università di Torino, in tutte le sue declinazioni, è l’altra faccia della medaglia. Non esiste, per chi mi domanda ancora oggi come mai da buona fuori sede non mi sia iscritta al Poli, solo Ingegneria a Torino. Si chiama Palazzo Nuovo quel posto dove tanti, più di quelli che ci si immagina, si recano per STUDIARE. Sottolineo studiare, perché nonostante la tendenza comune sia quella di pensare al fuori sede iscritto in materie umanistiche come un fancazzista (scusate il francesismo), non è proprio così. Il fatto che le 24 ore di una giornata non vadano sacrificate per intero sull’altare del dio studio rende questo genere di fuori sede un tipo, amo dire, più salutare.  Sono tutti raggruppati al centro, e ciò permette loro di uscire a qualsiasi ora del giorno e in qualsiasi giorno della settimana. Si spostano da un locale all’altro con estrema disinvoltura e si incontrano tra di loro (udite udite) per chiacchierare, non esclusivamente per un ripasso generale del plico degli esercizi. Sono loro che animano la vita torinese persino nelle serate fredde invernali. E se vogliamo intendere il fuori sede come una persona che sperimenta il luogo d’arrivo, che interagisce e sfrutta le opportunità di una realtà diversa da quella sua originaria, allora mi azzarderei a dire che sono loro i fuori sede più autentici.

Ergo sì. Sono a Torino. Ma non sono un ingegnere.
Al massimo un’autentica fuorisede.

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