Questionari della Guardia di Finanza per combattere affitti in nero a Roma

Questionari della Guardia di Finanza per combattere affitti in nero a Roma

Gli studenti che ogni anno scelgono di trasferirsi a Roma per studiare sono tantissimi, circa 50.000* arrivano da tutta Italia, specie dalle regioni del Sud ma anche dal centro e dalla Sardegna. La maggior parte di questi, però, non procede alla regolarizzazione del contratto d’affitto.

Il fenomeno degli affitti in nero è di certo una piaga che investe l’intero Paese, ma a Roma, famosa per i prezzi esorbitanti delle camere singole (400/600 euro), il problema è più diffuso di quanto si possa pensare. La mancata regolarizzazione avviene fondamentalmente per due motivi principali: il primo è che molto spesso i proprietari sono contrari a procedere in tale direzione per evadere il fisco, il secondo è che gli studenti temono che mettersi in regola comporti un aumento consistente dell’affitto (se siete tra questi forse vi potrà interessare che a seguito della cedolare secca vi spetta una netta riduzione dell'affitto).

Per arginare il fenomeno, da luglio 2012 i controlli della Guardia di Finanza si sono fatti più serrati. Le Fiamme Gialle si sono recate nelle segreterie dei principali Atenei romani (La Sapienza, Roma Tre, Tor Vergata) per ricevere informazioni sugli studenti fuori sede, a molti dei quali hanno poi inviato tramite posta ordinaria dei questionari. Tra le domande presenti nel questionario ci sono quelle che riguardano il nome del proprietario, il nome e numero dei coinquilini, se si dispone di un contratto regolare, da quanto tempo si è in affitto, la durata del contratto.

Come comportarsi allora? È bene subito sapere che i questionari, un volta ricevuti, devono essere assolutamente compilati. In caso contrario, infatti, si rischia il pagamento di una multa di 500 euro. Allo stesso modo, è sconsigliato riconsegnare il documento con dichiarazioni inesatte o sospette se non si vuole essere convocati in caserma per dare spiegazioni o per dare il via libera a eventuali approfondimenti. Una volta compilato, il questionario va rispedito alla Guardia di Finanza tramite raccomandata e ciò deve essere fatto entro un massimo di 15 giorni.

Il nostro suggerimento è quello di evitare di dichiarare il falso, anche perché nel documento si specifica che gli studenti che dichiarano di avere un contratto in nero non vanno incontro a delle sanzioni. Certo c’è il rischio che il vostro proprietario si liberi facilmente di voi, ma anche in questo caso con un po’ di pazienza è sempre possibile trovare una nuova sistemazione con contratto che permetta di vivere in ambienti a norma di legge, sicuri e dotati di impianti a norma, ma anche di poter ricevere la borsa di studio Laziodisu, senza contare inoltre che il proprietario non può comunque buttarvi fuori di casa senza preavviso o motivazioni valide.

Quindi per chi in questi giorni dovesse trovare al rientro dall’università il fatidico questionario, il consiglio è quello di compilarlo con calma in ogni sua parte e soprattutto… niente panico!

* fonte: Anagrafe Nazionale degli Studenti, 2010/2011

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