Service Tax per i giovani fuori sede...

Service Tax per i giovani fuori sede...

Mano a mano che passano i giorni si delinea con maggiore precisione lo scenario post Abolizione IMU, da tante parti si sta prospettando un risultato inquietante: quella che inizialmente era sembrata una buona notizia sta rivelando tutti i suoi tratti negativi, addirittura allarmistici. 

Il decreto legge 102 eliminerà il pagamento dell’IMU sula prima casa imposta che verrà poi sostituita dalla Service Tax che non verterà piú sulla proprietá dell'immobile ma sui servizi ai cittadini. Cio significa che l'imposta verrá pagata non piú esclusivamente dai proprietari degli immobili ma anche dagli inquilini. Si, anche da chi paga l’affitto per studiare all’università o lavorare fuori ed a stento arriva a fine mese spesso gravando sulle famiglie.

La cancellazione dell’IMU porterá alla necessità di supplire alla conseguente mancanza di un gettito fiscale pari a 3Miliardi di euro che dovrà essere fatto rientrare attraverso imposte aggiuntive per garantire gli impegni presi con la comunità europea (e per ripagare lo storico debito pubblico dell'Italia). Anche gli affittuari che fino ad ora erano stati indirettamente esentati dall’IMU saranno colpiti dalla tassa, direttamente.

Dal presidente dell’Unione Inquilini, Walter De Cesaris arriva un grido dai toni allarmistici "ci saranno conseguenze devastanti per milioni di cittadini. Si ipotizza un’ondata generale di aumento degli sfratti dai calcoli da noi fatti, la media dell’Imu sulle seconde case è di 1000euro e circa il 75/80% di questo importo, secondo le prime indicazioni, potrebbe essere trasferito sulle spalle di chi vive in affitto".

Si tratta di un trasferimento di prelievo fiscale dai più ricchi ai più poveri: ci troviamo di fronte ad un semplice cambio di nome dell’imposta e ancora una volta ad una redistribuzione dei carichi fiscali a danno dei piú deboli.

Ed i piú deboli sono appunto i giovani lavoratori, i precari, gli studenti universitari, coloro che vivono in stanze in affitto e che faticano a pagare la mensilità al proprietario di casa, stritolati da tasse elevate, costi crescenti della vita, dell'università, spesso mortificati dal problema della disoccupazione.

La tassazione dovrebbe redistribuire le risorse dall'alto verso il basso tassando maggiormente i ricchi per consentire servizi essenziali a chi non può permetterseli, ed invece accade esattamente il contrario. Non è colpa della crisi se vengono messi in atto certi cambiamenti, ma sono proprio scelte politiche (ed elettorali) come queste che acuiscono le difficoltà economiche e creano ulteriori diseguaglianze nel nostro Paese. Si potrebbero fare scelte diverse, dettate dal buon senso e non da necessità propagandistiche...

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